I FIGLI SONO FIGLI, IL SENATO ABOLISCE LE DISTINZIONI TRA NATURALI E LEGITTIMI
GIUSTIZIA. GALLONE: UN DDL PER TUTELARE IL DIRITTO DI ESSERE FIGLI
"La giustizia sociale assicura serenità ad un Paese democratico. E il ddl sull'equiparazione dei figli naturali a quelli legittimi va in questa direzione". Sorride soddisfatta la senatrice Maria Alessandra Gallone per il provvedimento che arriva finalmente in Aula, dopo un iter piuttosto lungo. "So bene che c'è ancora tanta strada da fare, ma ogni tassello che si aggiunge, anche il più piccolo, è motivo di grande gioia".
Senatrice Gallone, quali sono le novità del ddl di cui è relatrice?
"La novità sostanziale riguarda l'articolo 3 sull'equiparazione totale dei figli naturali a quelli legittimi in caso di affidamento. Il testo giunto dalla Camera infatti prevedeva la competenza del Tribunale ordinario per l'affidamento dei figli legittimi, mentre il Tribunale per i minorenni si occupava dei figli naturali. La commissione Giustizia del Senato ha ritenuto opportuno modificare il testo e ha votato quasi all'unanimità l'emendamento a prima firma Berselli, che prevede di affidare tutte le competenze sull'affidamento al Tribunale ordinario".
E' così importante annullare le distinzioni tra figli naturali e figli legittimi?
"Non si tratta solo di una questione di forma, ma di sostanza. Credo innanzitutto che non bisogna mai fare differenza tra figli, ma oggi i figli naturali o quelli adottati sono ingiustamente penalizzati anche nelle questioni ereditarie. A loro infatti non è riconosciuto nessun vincolo di parentela, non hanno nonni, fratelli, zii e questo crea non poche difficoltà e limitazioni in regime successorio".
Come interviene il ddl?
"Dal momento in cui il provvedimento sarà legge tutti i figli avranno lo stesso status giuridico. Ogni aggettivazione che nel codice civile accompagna la parola "figlio" verrà eliminata. La finalità del provvedimento è quella di abolire ogni distinzione. Su nessun bambino devono ricadere le conseguenze delle scelte dei propri genitori".
Può essere considerata un'apertura ad una nuova società in cui oltre alla famiglia esistono altre realtà, come le coppie di fatto?
"La famiglia fondata sul matrimonio resta per noi al centro della società come valore prioritario ed essenziale. Ciò non significa essere ciechi. E' chiaro che la società è in evoluzione e non si può negare che i bambini nati al di fuori del matrimonio siano sempre di più. Il nostro compito, come istituzioni, è quello di salvaguardare soprattutto i più deboli. Ed ora è il momento di tutelare un diritto sacrosanto: quello di essere figli".
Lei, senatrice, ha sostenuto e sostiene spesso battaglie a favore dei bambini e delle donne. E' stata relatrice della legge sullo stalking, del provvedimento sulle madri in carcere ed oggi di questo sui figli naturali. E' una legge di civiltà, ha dichiarato spesso...
"Quando affronto questi temi così delicati guardo mia figlia e penso a tutti i bambini, soprattutto a quelli più indifesi. La mia esperienza personale mi aiuta a fare sempre meglio, soprattutto oggi in un momento di crisi che porta tutti ad essere magari poco attenti ad argomenti come questo. Invece non dobbiamo mai distrarci. I bambini sono gli adulti di domani e noi abbiamo la grande responsabilità di offrire loro, per quanto possibile, un futuro migliore".
Fonte: Pdl Senato
FAMIGLIA: UNITA' PROCESSUALE PER FIGLI NATURALI
I figli nati dentro e fuori il matrimonio 'devono godere degli stessi diritti in tutti i procedimenti e non solo nello status'. La commissione Giustizia del Senato, che sta discutendo il disegno di legge in materia di riconoscimento dei figli naturali, 'ha stabilito che nel caso in cui la convivenza dei genitori finisca, in materia di affidamento e' competente il tribunale ordinario, come nel caso dei figli nati dentro il matrimonio, e non piu' il tribunale dei minori'. Ma, secondo la senatrice Silvia Della Monica, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, al momento non e' stata individuata 'una procedura di rito. A tale riguardo - ha affermato la senatrice durante una conferenza stampa - presenteremo un emendamento al ddl'.
Avere un unico giudice, sottolineano i democratici in una nota, 'non e' una soluzione, perche' lascia sopravvivere numerosi problemi non parificando le garanzie processuali e patrimoniali tra i figli dei genitori coniugati e quelli dei genitori non coniugati'. Per questo, ha sottolineato Della Monica, 'serve un'unita' di disciplina processuale'.
'La nostra priorita' assoluta - ha aggiunto Anna Maria Serafini (Pd), vicepresidente della commissione bicamerale per l'Infanzia - e' licenziare il prima possibile un testo in cui siano previste le stesse garanzie per i bambini nati dentro e fuori il matrimonio'.
Anche il presidente della commissione Giustizia, Filippo Berselli (Pdl), ha ammesso che 'esiste a livello procedurale un problema, ci confronteremo sugli emendamenti'. La relatrice del ddl, Maria Alessandra Galone (Pdl), ha sottolineato che anche il suo partito presentera' un emendamento a riguardo. Il termine per la presentazione degli emendamenti, ha ricordato, e' fissato per oggi alle 18 e tra le richieste di modifica attese ci sono 'l'introduzione del tribunale della famiglia e una disciplina ad hoc sui cognomi dei figli nati fuori dal matrimonio, in caso di riconoscimento successivo da parte del padre'.
Fonte: ANSA
GIUSTIZIA: GALLONE (PDL),RICONOSCIMENTO FIGLI SEGNO CIVILTA'
'Sono estremamente soddisfatta per l'approvazione oggi in Commissione Giustizia di un provvedimento di civilta' che antepone a qualsiasi altro il diritto dei figli di godere senza distinzione del medesimo status giuridico'.Lo dice la senatrice del Pdl Maria Alessandra Gallone dopo l'approvazione del ddl sul riconoscimento dei figli naturali in commissione.
(ANSA)
3 maggio
GIUSTIZIA, GALLONE (PDL): VIA LIBERA DDL RICONOSCIMENTO FIGLI NATURALI
Roma, 3 maggio (9Colonne)
Gallone: due nuove leggi sui figli Naturali e adottati, basta differenze
IMU IN 3 RATE, PRIMA SCADENZA IL 16 GIUGNO.
La commissione Finanze della Camera approva la proposta del Pdl sulla rateizzazione dell’Imu sulla prima casa. L’imposta si pagherà a giugno, a settembre e a dicembre, anche se è probabile che al contribuente venga lasciata la possibilità di scegliere fra due o tre rate. L’Imu potrà essere pagata non solo con l’F24, ma anche con bollettino postale. Novità riguarderanno anche i casi di coniugi separati o divorziati. (A.Sev./ass)
IMU IN TRE RATE.
L'Imu si pagherà in tre rate ma solo sulla prima casa e solo per quest’anno. Le scadenze sono fissate al 16 giugno, 16 settembre, 16 dicembre. Ciascuna rata sarà pari a un terzo dell'imposta calcolata applicando l'aliquota base pari allo 0,4 per mille. Già a settembre si sarà pagato il 66,6%, mentre a dicembre verrà pagato il saldo dell'imposta complessiva con conguaglio sulle precedenti rate.
Sul conguaglio peserà dunque la scelta dei comuni che possono aumentare o diminuire l’aliquota base in misura pari a 0,2 punti percentuali. Per la prima casa si ha diritto alla detrazione di 200 euro per il titolare e 50 euro per ogni figlio convivente fino a 26 anni. L'Imu si pagherà non solo con il modello F24 ma anche, da dicembre 2012, con bollettino postale. Nella delega fiscale è prevista una riforma del catasto che porterà a calcolare gli estimi in base ai metri quadri e non ai vani.
Nel caso di separazione o divorzio l'obbligo di pagare l'imposta municipale sarà a carico del coniuge che resta nell’abitazione anche se non è lui il proprietario. Ai fini dell'Imu vale dunque il diritto di abitazione e non il diritto reale di proprietà. Negli ultimi anni invece la giurisprudenza si era orientata in modo diverso. Gli avvocati matrimonialisti contestano la norma, affermando che non è possibile «stabilire a priori, in caso di separazione o divorzio, chi dovrà pagare l'Imu sulla casa, perché dipende dalle condizioni economiche dei coniugi».
Secondo loro dunque, la decisione dovrebbe essere «lasciata al giudice, che stabilirebbe caso per caso». La Lega lamenta invece la bocciatura dei propri emendamenti. «È vergognoso - tuonano dal Carroccio - che si voglia far pagare l'Imu sulla prima casa ai disabili che vivono in strutture sanitarie preposte alla loro cura».
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